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martedì 20 ottobre 2009

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI


«Quanti uomini e quante donne dovrebbero chinare la testa quando si narra l’antica storia della strage degli Innocenti (Mt. 2:16-18) i bambini vennero strappati dalle braccia delle madri di Betlemme. Alcune di queste madri morirono perché la spada colpì loro per prima. Altre morirono perché il cuore di una madre facilmente si spezza quando vede morire il suo bambino.
Ma voi, migliaia di padri e di madri nell’Occidente Cristiano, che cosa avete fatto? Non avete voluto udire neppure il pianto del vostro bambino. Voi avete tramato in silenzio e comprato un libro nel quale si descrive per filo e per segno come potervi premunire dal fardello dei figli». Vi siete incamminati sul sentiero dell’assassinio e avete ucciso o fatto uccidere quello che già aveva incominciato a vivere nel vostro grembo.
L’avete fatto per salvarvi la linea? L’avete fatto per rimanere ancorati alla vostra balorda sicurezza borghese? L’avete fatto perché vostro marito era un buono a nulla che vi bramava come amante, ma non teneva alla vostra maternità? L’avete fatto spinte dal vile timore delle preoccupazioni, del dolore, delle responsabilità? O l'avete fatto perché sviate e ingannate dalle chiacchiere di falsi profeti, di dirigenti dimentichi dei loro doveri, o di un pugno di teologi usciti fuori dalla carreggiata? Eccovi dunque: un albero sterile del quale è scritto che dovrà essere abbattuto (Lc. 13:6-9); un fiore senza seme, un essere senza scopo, un’anima piena di vergogna.
Il nome di Erode è rimasto maledetto fino ai nostri giorni. Ma ai nostri giorni non occorre più un Erode per assassinare i bambini innocenti. Oggi si trovano dei medici disposti ad uccidere per un pugno di monete d’argento. Quando le madri assassinano i loro bambini, il mondo è maturo per la maledizione di Dio».

Parole indubbiamente dure, ma sicuramente all'altezza dell'urgenza e della gravità del fenomeno aborto.

Politici, sociologi, e filantropi si battono per il terzo mondo, per salvare milioni di bambini dalla fame e dalla morte, e contemporaneamente danno il loro placido assenso alla soppressione di nuove piccole vite in seno alle madri. Si lotta giustamente per l'abolizione della pena di morte, ma si legalizza la soppressione volontaria di bambini innocenti e indifesi!
Si tuona contro le barbarie dei lager, dei campi di sterminio, delle camere a gas, dei forni crematori, delle torture, delle esecuzioni capitali, e di massacri di ogni genere; però si favorisce la diffusione di un massacro crudelissimo compiuto su persone del tutto indifese.

Tanta ipocrisia, nasconde l'azione ben più subdola dello spirito maligno, "omicida e menzognero fin dal principio" olte volte, che scatena per puro odio nell'uomo da lui sedotto, il disprezzo per le creature pure ed indifese, quelle più amate dal Signore. Il gravissimo peccato dell'aborto, che infrange il quinto Comandamento "non uccidere", è nella maggior parte dei casi la conseguenza della violazione di altri due Comandamenti: il sesto e il nono. La trasgressione di questi due comandamenti, oggi tanto disprezzati permette al demonio di far leva sullo spirito di lussuria per attirare a sè un grandissimo numero di anime. A questo proposito a Fatima, la Madonna affermò per mezzo di Giacinta di Fatima: «I peccati che mandano più anime all’inferno sono i peccati della carne». E non a caso il Signore stesso nella Sua infinita bontà, ha voluto donare all’umanità ben due comandamenti in materia di castità e di continenza.

La lussuria, la concupiscenza carnale, l’immoralità e l’erotismo, la diffusione della pornografia, del pansessualismo, del nudismo più rivoltante, contribuiscono oggi a gettare le basi di una realtà cancrenosa che sta putrefacendo la società contribuendo in modo più o meno indiretto al sistematico massacro di milioni e milioni di innocenti ogni anno.

Il signor Van Schaik, il medico che in Olanda mizò le cliniche abortive e che riconosce apertamente di aver operato più di duemila aborti, dichiarò nel settimanale «Haagse Post» del 24 marzo 1973: «Ogni aborto mi ha sconvolto, soprattutto quando mi sono sbagliato e ho tirato fuori pezzi e bocconi, piccole braccia e gambe ecc. Ho pensato allora che veramente non doveva farsi. Mi sembrava di squartare un coniglio! Anche quello è un brutto lavoro!».
Lavoro, già, lavoro, così si osa chiamare l'operazione che porta alla soppressione di tante vite.

Ecco cosa si compie oggi, in nome di un progresso che prende sempre più spesso le sembianze di una meschina maschera dietro la quale poter fare ciò che si vuole.

L’aborto nel giro di qualche decennio non è più un’eccezione: esso viene coscientemente difeso, propagato, ammesso, legalizzato e milioni di volte commesso.

Il fatto che il bambio non nato sia invisibile e anonimo, che il piccolo non possa urlare e dimenarsi per sporgere denuncia ai propri aguzzini e combattere per far valere i prorpi diritti, non costituisce un motivo di condanna, quanto piuttosto un'ulteriore ragione per difendere l'inalienabile diritto alla vita del nasciutro. Fin dal concepimento ogni parte del suo aspetto esteriore, il colore dei suoi capelli, dei suoi occhi, la forma delle sue mani, le sue impronte digitali, il suo sesso, il suo gruppo sanguigno, tutto è esattamente stabilito. Quest’uomo unico e irripetibile si è incamminato sulla strada della vita. Nessuno ha il diritto di sbarrargli il cammino. Chi osa farlo per il suo sporco tornaconto vuole dimenticare che uccidere l’innocente nel seno materno è delitto gravissimo contro la legge di Dio ed è peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, Padrone della vita.

Quante lacrime di commozione per i milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame; quanto dispiacere per il sangue che i terroristi spargono sulle nostre strade, e non si piange e non ci si dispiace per tanti milioni d’innocenti che ogni giorno, ogni giorno, ogni secondo (circa 1 al secondo) si uccidono nel seno materno!

Dio è pronto alla misericordia e lento all’ira, ma vuole la nostra sincerca conversione, affinchè possiamo comprenere ed amare la vita fin dal concepimento. Utilizzando le parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 1° Maggio del 1987 a Munster, possiamo dire: "Dio è il primo; egli è anche l’ultimo e l’eterno. Da lui proviene tutta la vita; a lui va la nostra vita. Da Dio a Dio: è questo il cammino dell’uomo. Scegli la vita! Scegli tutta la vita! E in questo modo scegli anche la tua vita eterna!"
Non siamo soli. “Nutriamo perciò umile e grata coscienza di essere il popolo della vita e per la vita e in tal modo ci presentiamo davanti a tutti. Siamo il popolo della vita perché Dio, nel suo amore gratuito, ci ha donato il Vangelo della vita e da questo stesso Vangelo noi siamo stati trasformati e salvati. …Siamo mandati come popolo. L’impegno a servizio della vita grava su tutti e su ciascuno. E’ una responsabilità propriamente «ecclesiale», che esige l’azione concertata e generosa di tutti i membri e di tutte le articolazioni della comunità cristiana» . Il concerto unanime e concorde della Tradizione della Chiesa, Madre e Maestra, ci coinvolga e ci rianimi nel nostro servizio alla causa della Vita.

In Gesù e Maria
don Tullio Rotondo e Daniele Curci

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